Sostenibilità agroalimentare e idrica nel Mediterraneo: il divario tra Nord e Sud è destinato ad aumentare nei prossimi anni

pubblicato in: News | 0

Uno studio dell’Università di Siena, che ha coinvolto esperti della sponda Nord e Sud del Mediterraneo, traccia lo scenario dei prossimi anni e fornisce ai governi raccomandazioni strategiche e politiche per potenziali soluzioni alle sfide ambientali, sociali ed economiche

12/6/2019, Siena. Con un focus specifico sul Mediterraneo, Delphi AgriFoodMed ha delineato lo scenario della regione identificando le principali sfide e le tendenze in corso sulla sostenibilità del sistema agroalimentare e idrico nel breve (2020) e lungo periodo (2030). Oltre che segnalare una crescente divergenza dei modelli di sviluppo sostenibile tra Nord e Sud, la ricerca ha fatto emergere una serie di raccomandazioni strategiche, indicando le aree di policy sulle quali gli esperti ritengono che sia fattibile e urgente intervenire:

  1. Migliorare la salute pubblica e la consapevolezza alimentare attraverso l’istruzione nelle scuole;
  2. Porre fine all’uso di antibiotici negli allevamenti su animali sani per aumentare la crescita e prevenire malattie infettive;
  3. Creare opportunità di occupazione nel settore agricolo per i giovani nel Mediterraneo;
  4. Coinvolgere gli agricoltori nell’uso di nuove tecnologie per migliorare l’efficienza in agricoltura;
  5. Aumentare le sinergie tra operatori del settore agricolo e ricerca scientifica, per colmare i divari tecnologici e gestionali e incrementare l’innovazione nelle pratiche agricole.

Lo studio è stato realizzato nell’ambito di PRIMA, Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area, il programma di ricerca congiunto che coinvolge 19 paesi del Mediterraneo e che promuove la ricerca e l’innovazione nel settore agroalimentare e idrico della regione. In linea con i principali temi di PRIMA, l’analisi si è sviluppata su tre aree di interesse: gestione delle risorse idriche, sistemi agricoli, catena del valore agroalimentare.

I risultati dell’indagine sono stati presentati questa mattina durante il Board of Trustees della Fondazione PRIMA che si è svolto a Barcellona e discussi alla presenza di alcuni esperti internazionali.

La ricerca è stata condotta usando il metodo Delphi, una tecnica previsionale che consente lo studio dei trends futuri e la formulazione di raccomandazioni strategiche sulla base della comunicazione di gruppo tra esperti, come strumento per costruire conoscenza informata su una specifica area di interesse. Si tratta del primo studio che, con questo metodo, concentra l’attenzione sul bacino del Mediterraneo, coinvolgendo direttamente studiosi e professionisti del settore provenienti sia dalla sponda Nord che da quella Sud.

L’indagine, coordinata da un gruppo di ricerca dell’Università di Siena, guidata dal Prof. Pierangelo Isernia e dal Prof. Angelo Riccaboni, presidente della Fondazione PRIMA, ha coinvolto da settembre 2017 a ottobre 2018 un gruppo di esperti costituito da 79 studiosi e professionisti che ha partecipato alla ricerca offrendo le stime sulle tematiche di interesse.

Il primo importante risultato emerso dal Delphi AgriFoodMed è che il divario tra i paesi del Sud e Nord Mediterraneo sugli aspetti della sostenibilità agroalimentare e idrica è destinato ad aumentare nel tempo. In particolare, il Sud sembra essere destinato ad assistere a un aumento della pressione sulle risorse idriche rinnovabili, dell’uso di fertilizzanti e dell’energia elettrica in agricoltura, ma anche dell’impronta ecologica e delle conseguenze generate da un’alimentazione non equilibrata.

Il secondo risultato riguarda il ruolo del cambiamento climatico sul futuro della sostenibilità agroalimentare e idrica. Il climate change infatti aggrava l’impatto di fenomeni quali il cambiamento della destinazione dei suoli dovuto all’urbanizzazione e all’intensificazione della produzione agricola, l’inquinamento e le minacce alla biodiversità. Le conseguenze negative di tali processi rischiano di ripercuotersi sul benessere dei cittadini dell’area, non solo in termini di sicurezza ambientale, ma anche di sviluppo socioeconomico, ponendosi come fattori scatenante di fenomeni quali carestie, conflitti e migrazioni.

Infine, le abitudini legate ad una scorretta alimentazione eserciteranno nel breve periodo una pressione sempre maggiore in tutta l’area del Mediterraneo per poi registrare negli anni a venire un aumento dell’intensità nella zona Sud. L’abbandono della dieta mediterranea, ritenuta sana e sostenibile, a favore di diete più ricche di carboidrati, carni rosse, grassi e zuccheri, rischia infatti di produrre conseguenze negative sul benessere e la salute delle popolazioni mediterranee.

In linea con l’obiettivo di valutare la desiderabilità e fattibilità di una serie di potenziali soluzioni per affrontare le sfide principali e le tendenze in corso sulla sostenibilità del sistema agroalimentare e idrico nel Mediterraneo, la ricerca ha quindi fatto emergere una serie di raccomandazioni strategiche rilevanti anche per gli obiettivi del programma PRIMA. Le politiche indicate dagli esperti agiscono su vari fronti che interessano il miglioramento della salute e di una corretta alimentazione attraverso l’istruzione nelle scuole, la riduzione o l’eliminazione dell’uso di antibiotici negli allevamenti al fine di prevenire malattie infettive, la creazione di occupazione nel settore agricolo per i giovani, l’introduzione, la diffusione e l’incremento dell’innovazione tecnologica in agricoltura coinvolgendo gli agricoltori e favorendo sinergie sempre più strette tra gli operatori del settore agricolo e la ricerca scientifica.

Prof. Pierangelo Isernia: “Gli esperti del nostro panel concordano nell’aspettarsi che, nei prossimi anni, la crescente pressione sulle risorse agro-alimentari, i mutamenti nell’uso delle risorse e i cambiamenti climatici accentueranno il divario tra Nord e Sud del Mediterraneo, e questo richiederà da parte dei governi risposte differenziate, ma coordinate, a livello sia strutturale che di comportamenti individuali.”

Prof. Angelo Riccaboni, Presidente della Fondazione PRIMA: “La ricerca conferma le grandi sfide e le enormi opportunità che caratterizzano l’area del Mediterraneo. Analisi di scenario come quelle condotte possono aiutare l’individuazione di strategie di lungo termine e politiche efficaci per la creazione di società più inclusive e prospere. PRIMA, in sinergia con i molti attori interessati, vuole offrire il proprio contributo nella riflessione sulle trasformazioni necessarie nel settore agri-food. L’allineamento della ricerca a livello mediterraneo e il finanziamento all’innovazione – due obiettivi del Programma PRIMA – siamo certi che possano contribuire ad uno sviluppo sostenibile della regione, capace di tenere assieme opportunità di occupazione, rispetto ambientale, salute e crescita economica.

Delphi AgriFoodMed verrà presentata il 17 e il 18 giugno a Roma (Museo Orto Botanico) nell’ambito del convegno “Lo Sviluppo Sostenibile: Didattica, Ricerca & Innovazione nel campo agroalimentare per l’Agenda 2030” organizzato dalla Sapienza Università di Roma, FAO ed Segretariato di PRIMA.

La ricerca completa è disponibile a questo link:

http://www.primaitaly.it/wp-content/uploads/2019/06/AGRIFOODMED-Delphi-Final-Report.pdf


L’indagine è stata coordinata da un gruppo di ricerca dell’Università di Siena, guidata dal Prof. Pierangelo Isernia e dal Prof. Angelo Riccaboni, composto dalla Dr.ssa Marta Antonelli, Dr.ssa Linda Basile e dalla Dr.ssa Francesca Gagliardi. Per l’elaborazione dei questionari e l’analisi dei risultati, inoltre, il gruppo di ricerca si è avvalso della consulenza scientifica di: Prof. Francesco Capozzi, Prof. Alessio Cavicchi e Prof. Stefano Pascucci.

L’analisi delle tendenze in corso e delle proiezioni future si basa sull’uso degli indicatori di sostenibilità agroalimentare e idrica monitorati nell’ambito di PRIMA.

In accordo con le principali linee guida del metodo, il Delphi AgriFoodMed ha seguito un approccio iterativo. Nel corso di un anno (settembre 2017 – ottobre 2018), un gruppo di esperti ha partecipato alla ricerca, offrendo le stime sulle tematiche di interesse in tre rounds. Nel primo round, gli esperti hanno fornito stime circa la probabilità e direzione del cambiamento – ovvero crescita, decrescita o stabilità – di una serie di indicatori di sostenibilità agroalimentare e idrica nel nord e sud del Mediterraneo, con una prospettiva di breve (2020) e lungo (2030) termine; inoltre, hanno valutato la desiderabilità e fattibilità di una serie di raccomandazioni strategiche concrete per affrontare le principali sfide nelle tre aree tematiche oggetto dell’indagine. Nel secondo e terzo round, gli esperti hanno avuto la possibilità di rivedere le loro stime, sulla base del consenso del gruppo, e di fornire gli argomenti a sostengo delle loro posizioni. Nel terzo ed ultimo round inoltre, gli esperti sono stati invitati ad argomentare le loro posizioni sui temi caratterizzati da maggior polarizzazione e divisione. Il Delphi AgriFoodMed ha coinvolto un totale di 79 esperti, di cui 56 hanno completato tutte e tre le fasi. In relazione all’esperienza di questo metodo, il tasso di risposta è stato eccezionalmente alto, rispettivamente dell’80, 90 e 98% per ciascuna fase dell’indagine, segnalando il grado di coinvolgimento e interesse dei partecipanti allo studio.

Condividi