Earth Day, 22 aprile, #InvestInOurPlanet

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La Giornata della Terra (Earth Day), che si celebra il 22 aprile, è un momento molto importante per promuoverne la salvaguardia del Pianeta. La manifestazione, istituita dalle Nazioni Unite nel 1970, rappresenta il più grande evento di sensibilizzazione sulla tutela dell’ambiente e acquista ogni anno un significato sempre più importante anche alla luce della recente crisi pandemica e soprattutto adesso che il dibattito sul Clima è molto acceso. 

Il tema scelto per la 52esima edizione dell’Earth Day, invest in our Planet, sottolinea l’urgenza di prendersi cura del Pianeta: le problematiche che più affliggono la salute della Terra e dell’Uomo devono essere affrontate e risolte con urgenza e determinazione e con l’apporto di tutti gli attori coinvolti.  La recente crisi bellica in Ucraina ha ulteriormente aggravato lo scenario globale e ha reso ancora più evidente la centralità della sicurezza alimentare, in termini di approvvigionamento e di salute, e la necessità di promuovere sistemi agrifood sostenibili.

In tale contesto, le sfide di oggi non possono essere affrontate se non attraverso una logica sistemica e con un approccio che valorizza le interconnessioni tra i saperi e le discipline. Come evidenzia anche il recente rapporto del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) gli impatti provocati, tra le altre cose, dal cambiamento climatico, dallo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e da pratiche agricole aggressive, si stanno rivelando devastanti per il settore agroalimentare. Tali impatti nascono da una pluralità di fattori ed è l’intero ecosistema che sta mostrando segni di sofferenza.

“Per affrontare le sfide del Pianeta occorre integrare sostenibilità ambientale, sociale ed economica e le questioni del cibo con quelle dell’acqua, dell’energia e dell’ambiente” – commenta il prof Angelo Riccaboni, Presidente della Fondazione PRIMA e del Santa Chiara Lab – Università di Siena- “Questa è la missione di PRIMA, il più ambizioso programma di ricerca e innovazione agrifood nel Mediterraneo che, grazie a risorse dei Paesi dell’area e della Commissione Europea, ha già finanziato 168 progetti di ricercatori e imprese di 19 Paesi, per società più resilienti, sostenibili e giuste”

Tra i 168 progetti finanziati PRIMA sta promuovendo alcuni progetti che mettono insieme molteplici dimensioni e che colgono e valorizzano il nesso tra risorsa idrica, cibo, ecosistema. In particolare, il programma ha finanziato 7 progetti “nexus” per un valore complessivo di circa 20 milioni di euro che insistono sul bacino del mediterraneo e che coinvolgono 83 unità di ricerca. Tali progetti intendono sviluppare una comprensione articolata ed una adeguata valorizzazione della resilienza dei sistemi integrati. Tali sistemi si dimostrano maggiormente in grado di rispondere agli shock esogeni e promuovono sinergie e cooperazione multidisciplinare e multi-attoriale. 

“Proprio un approccio integrato ai problemi è il metodo migliore per promuovere quella sostenibilità ambientale, sociale ed economica che le politiche europee e l’Agenda 2030 ci invitano a perseguire”continua il prof Angelo Riccaboni – PRIMA, che ha attivato una comunità delle pratiche proprio su questi temi, assieme ad Unione per il Mediterraneo e al Joint Research Center della Commissione Europea, continuerà a finanziare idee e soluzioni che portano avanti tali connessioni”

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